Tratto da: Corriere della sera - 21 settembre 2016

Disagio psicologico, una bussola per orientarsi di CESARE RIMINI

Enrico Smeraldi è psichiatra e docente presso la Facoltà di Medicina dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

Secondo quanto ha scritto in varie occasioni: “Lo psichiatra è un medico , ma un medico un po’ particolare con una sensibilità e una cultura diverse dal quelle degli altri, con un’esigenza di qualità narrativa e con una capacità d’intuizione. Senza cultura, senza parole e descrizioni non può assolvere la sua funzione per la quale è necessaria comprensione, relazione e linguaggio espressivo”.

Spesso i pazienti che si rivolgono a uno psichiatra non sanno quasi nulla del disturbo che li ha spinti a chiedere aiuto e tanto meno si rendono conto delle eventuali terapie proposte.

In psichiatria non è sufficiente riconoscere sintomi e giustapporli a formare sindromi/disturbi, ma è necessario formare un ragionamento plausibile, da verificare puntualmente nello sviluppo clinico di ogni singolo caso. La depressione, ad esempio, tocca un problema generale della vita mentale e possono ben esistere condizioni assimilabili ad una alterazione dell’umore al di là e al di fuori di quelli che sul piano comportamentale possono definire la diagnosi operativa di depressione. Sarà lo sviluppo clinico e terapeutico che validerà l’ipotesi nata dal contesto psicopatologico. Questo atteggiamento di verifica costante dell’ipotesi clinica e la disponibilità a riadeguare il proprio operare sono in contrasto con la sicurezza che può fornire l’oggettivazione della patologia.

La psichiatria ha nel suo statuto due anime, di cui una sola, quella “comportamentale” è in qualche modo oggettivabile e riproducibile: l’altra, quella del vissuto personale è rintracciabile solo nell’esperienza interiore ed è qualitativa più che quantitativa. E’ indubbiamente vero che non esiste mente senza cervello, ma è altrettanto ben chiaro che esistono differenze tra la globalità dell’essere(che per di più è in sofferenza quando ricorre allo psichiatra) e la genericità dei fenomeni comportamentali spiegabili con le scienze naturali. La psicopatologia ed i suoi fenomeni indicano la realtà della personalità che è intrinsecamente complessa, ed i significati che servono nel ragionare psichiatrico in altri termini la portata affettiva degli stessi, vengono dettati piuttosto da sottigliezze e sfumature derivabili o intuibili solo nel contesto clinico.

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